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Vicentini 1966: un boccone di storia dell'arte bianca italiana

Facciamo le presentazioni di rito: Vicentini 1966 è uno dei partner che abbiamo scelto nella battaglia alla conquista del più meglio gusto. Con i suoi grandi lievitati a fare da base e pregiato companatico realizziamo cocktail gastronomici da sballo, da assumere per via orale. Ma anche la sola sniffata ha il suo perché.


Vicentini dal 1966. Un posto che profuma di storia, la sua, iniziata con il semplice pane e divenuta un complesso di cose: pasticceria, caffetteria e gelateria. Il locale della felicità, la comfort-zone dove tornare quando si è giù di morale, per venire sollevati dai profumi inebrianti dei suoi prodotti da forno.


Abbiamo chiesto un'intervista all'azienda, che risponde qui di seguito con le parole di Anna Bottazzo, responsabile Marketing e Vendite.


D: In avanscoperta col drone: panoramica e momenti salienti dell'azienda

R: Ogni giorno dal 1966 è stato un passo verso quello che siamo e quello che sarà. Nel 1966 Siro e Bruna aprono il primo panificio a Maragnole. Nel 1994 la nuova sede con panificio e pasticceria annessi. Nel 2017 l'apertura nel centro storico di Marostica con cucina a vista. Dal 2018 la coltivazione del nostro grano a una manciata di chilometri dal laboratorio di produzione.
Panificazione, pasticceria e catering sono ciò che facciamo ogni giorno. E la storia continua.

D: Spacciare con stile: quale identità, quale filosofia segue l’azienda?

R: Abbiamo una missione: fare buon cibo con metodi di lavorazione che rispettino ed esaltino la materia prima, creare innovazione, prodotti sani, continuando a farci delle domande.

D: Analfa-beta e gamma fornaia: i prodotti di ieri, oggi, domani e quelli per sempre

R: Il pane è il prodotto alla base di Vicentini1966: passato, presente e futuro in continua evoluzione. Secondo il nostro panettiere Giuseppe, lo scopo del pane, nel tempo, rientra in una forma di equilibrio alimentare.
Il pane deve essere buono, profumato, essenziale nelle materie prime ed equilibrato all’interno di una dieta adeguata alla vita contemporanea.

D: Distribuzione e catena del freddo: quanto è importante in questo settore? Cosa si fa e cosa ancora si potrebbe fare per la distribuzione refrigerata?

R: Nel settore Horeca i prodotti refrigerati rappresentano una serie di vantaggi nella gestione operativa in cucina:
  • Utilizzo del necessario evitando sprechi per prodotti in eccesso

  • Ottimizzazione dei tempi di servizio e di somministrazione dei prodotti

  • Conservazione ottimale e relativo aumento della shelf life di prodotto

  • Gestione semplificata degli ordini ai fornitori

  • Qualità elevata e costante del prodotto al momento della somministrazione

D: Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto ci potrebbe essere una cooperativa?

R: Ci sono molte cose che possono essere comprate; preferiamo il consumo consapevole. Abbracciamo stagionalità, equilibrio, diversità e umanità. Questi valori sono alla base della nostra attività sin dall'origine. I rami del progetto Vicentini 1966 sono arrivati lontano, ma rimaniamo fedeli alle nostre radici.

D: Uniti si vince: quali strategie mettere in campo, istituzionali e non, per un futuro migliore?

R: Per noi il futuro deve andare nella direzione della conoscenza e della tutela della terra. Una terra sana darà frutti sani ai suoi abitanti. La qualità è determinata da un insieme articolato di scelte e azioni: una materia prima nobile, coltivazioni non aggressive, rispetto dell’ambiente, valorizzazione delle varietà autoctone, riduzione dei consumi e delle emissioni.
Coltiviamo il grano a pochi km dal laboratorio di produzione. Senza l’utilizzo di pesticidi e sostanze dannose per l’uomo, l’ambiente e il prodotto. La fiducia nelle nostre capacità e in quelle dei nostri partner è stata il volano per rendere l'idea di coltivare il nostro grano concreta, preservando la biodiversità e premiando i piccoli produttori agricoli che concorrono con il grande mercato, favorendo la filiera corta e una maggior cultura del territorio.
Ciò che sta accadendo in questo particolare periodo per noi ha un significato chiaro: è necessario e vitale ridurre l’impatto che le nostre attività produttive hanno sull’ambiente.

D: Che ne sarà del cibo slow italiano: futuro distopico oppure?

Italians do it better!
Io credo siano stati in molti a saper cogliere gli aspetti positivi del lockdown. Spero sia stato un momento di riflessione sull’importanza di tornare ad una dimensione più semplice. Impastare con acqua e farina; l’esser grati alla natura per i prodotti dell’orto. Apprezzare ciò che abbiamo disposizione evitando gli sprechi. Il settore food&beverage è un settore che viaggia veloce per essere poi apprezzato in maniera slow.

D: Liberi tutti: quale sarà la prima cosa che farai/farete dopo la fine della quarantena?

Ammettiamolo: ci manca tanto stare insieme. Sarà il momento per regalare e regalarsi tanti abbracci.
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