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  • matteo

Mundaka Session IPA Crak Brewery

Mundaka è il nome di un comune spagnolo di neppure 2.000 anime, ma anche quello della Baia che cattura la rabbiosa "onda sinistra", croce e delizia dei surfisti più arditi.


Un luogo ameno, una distesa di sabbia bianca lambita da acque trasparenti che occupa spazio nell'immaginario di tutti ma che pochi hanno avuto la fortuna di solcare in infradito. Poi è arrivato Cr/Ak e ha messo spiaggia e mare in lattina. Cabine dei surfisti incluse.


Dorata più di un raggio di sole, aspetto limpido come acqua cristallina, mentre l'infrangersi delle onde sul bagnasciuga produce generosa spuma.


Il naso è un sussurro d'estate, una promessa di freschezza da parte della banda dei luppoli euro-americani. Pare macedonia consumata sotto l'ombrellone, momento catartico che riduce il rumore di sottofondo e riconcilia con la natura. Agrumi (mandarino, curaçao e pompelmo), con pezzetti di frutta tropicale (ananas, mango e papaia).


Corpo sinuoso e leggiadro come si conviene a una donzella in bikini, leggera ma non abbastanza da galleggiare senza un minimo di braccia. La delicata fragranza dei malti aggiunge piacere, lo stesso del panino di casereccia fattura gustato sul bagnasciuga, con le labbra ancora bagnate di acqua salata. Meno pompelmo, più scorza d'arancia, molto più frutta tropicale. Finale secco, ahhh! Come onomatopea dopo lunga apnea.


Session IPA oppure Assassin IPA? Acque piacevoli e apparentemente innocue le sue, ma subdole. Attenzione a non sottovalutarla perché anche nel mare più paradisiaco l'onda amara inattesa può essere letale.


Vi è venuta sete? Ecco la vostra dose di Cr/Ak pronta da stappare.

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