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  • matteo

Green Lobster #2 American IPA Alder Beer

Green Lobster, ovvero l'aragosta più lussuosa del mondo. Per gli amanti del lusso - è proprio il caso di dirlo - a tutti i costi, tale rarità si nasconde sul fondo dell'Oceano Atlantico orientale e, ancora più raramente, nel bacino del Mediterraneo. Per noi e per quelli come noi di gusti frugali è invece disponibile in pratico formato lattina da 40 cl, per gentile intercessione del sempreverde - anche lui - Marco Valeriani di Alder Beer.


Tralasciando l'invertebrato più appetitoso dei fondali oceanici siamo qui alle prese con una dissetante birra di specie IPA e razza americana, con corredo genetico di luppoli made in USA (Simcoe e Mosaic) e neozelandesi Nelson Sauvin, su fondale sabbioso di malti Pils, Cara, Vienna e Avena.


Colore dorato andante verso il giallo, d'aspetto limpido e cristallino. Schiuma alta due diti.


Profumi che arrivano da lontano, da oltreoceano e forse anche da sotto, certamente da spiagge tropicali. Uva spina, ananas, mango, papaia e melone si mischiano agli agrumi, incollati tra loro da gocce di resina. La base di malti chiari è quasi impalpabile: briciole di brioche, farina e mollica di pane a contenere la tracotanza di luppoli. Leggere divagazioni floreali ricordano borragine e germogli di ribes nero. 


Sensazione tattile pienotta, avvolgente. Il gusto c'è, del resto è un'aragosta. Perché mai dovrebbe costare tanto altrimenti? Un boccone pregiato, prelibato, masticabile, molto più di quanto il naso lasciasse intendere. La dolcezza è pia illusione: c'è il sapore dei malti ma è l'amaro a dominare incontrastato, dalla coda alle antenne, potenza crescente.


Utilizzo preciso dei luppoli, potremmo dire chirurgico se non fosse che stiamo parlando di un crostaceo. Buona da leccarsi i baffi ma attenzione a non stuzzicarla: le chele fanno male. Ahia!


Vi è venuta sete? Ecco pronta la vostra dose di Green Lobster pronta da stappare.

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